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Hotel Isola d'Elba
Le nostre origini

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Danila, la prima donna elbana che fondò un albergo

Quando l'architetto Mario Puliti, docente all''Università di Firenze, approdò a Scaglieri con la famiglia, non credeva ai propri occhi: la spiaggia di sabbia dorata attraversata da un torrentello di acqua purissima con tre pini da un lato e tre pagliai che indoravano il paesaggio. Dall'altro lato della spiaggia il vicinato, consistente in due file di case adiacenti a una fresca stradetta lastricata che finiva sugli scogli.

Una borgata felice abitata da gente semplice e cordialissima che, subito amica, aveva simpatizzato con noi regalandoci frutta, pesce e dell'ottimo vino bianco fatto sul posto (l).

Correva l'anno 1948 e in tutta l'Elba c'erano appena 7 alberghi che contavano complessivamente su 159 camere. I bagni a disposizione degli ospiti erano 11 in tutto. A Scaglieri non c'era proprio nulla e la Famiglia Puliti fu ospitata nella cantina di Paolino Balestrini, opportunamente divisa con una tenda.

I servizi igienici? Una buca nella stalla, dove si svolgevano le normali funzioni fisiologiche in compagnia di un cavallo e di una capra.

Affascinato dall' amenità del borgo e dalla gentilezza degli abitanti, l'architetto pensò che quello fosse il luogo ideale per costruirci una casa per vacanze; acquistò da Romolo Balestrini un terreno a 30 lire il mq proprio sulla punta di Scaglieri e l'anno dopo iniziò i lavori di costruzione del "rifugio" a picco sul mare.

Il passaparola, si sa, è la forma più efficace di promozione turistica ed il prof. Puliti divenne un formidabile propagandista a costo zero.

Certo, Paolino non aveva nessuna intenzione di riciclarsi da contadino in imprenditore turistico, ma capì che quei "foresti" che si tuffavano nelle acque della baia potevano costituire una nuova opportunità di reddito, integrativa della normale attività agricola.
Trasformò la stalla in locale di ristoro e dava da mangiare ai frequentatori della spiaggia, sempre più numerosi, attratti dalla natura incontaminata.

Nel periodo di punta, tutta la famiglia Balestrini si rimboccava le maniche e cucinava fritture memorabili con pesci guizzanti appena pescati da Paolino. La moglie, il figlio Ilio e le figlie Idia e Paolina cucinavano e servivano in tavola, ma brillava per intraprendenza la giovanissima Danila, una ragazza di 20 anni attenta ai cambiamenti epocali nell'economia dell'Isola, prontissima a recepire le istanze dei turisti, interprete originale della modernità.
Semplice, ma mai banale, catturava con naturalezza la simpatia della gente fino a formarsi una clientela stabile che assicurava redditi sempre crescenti.

Perchè accontentarsi di somministrare pasti e bevande quando c'erano le condizioni per incrementare il lavoro e moltiplicare i guadagni?
E Danila sperimentò, prima donna elbana, la strada impervia dell'imprenditoria turistica al femminile.

Le nostre origini

In quegli anni, siamo nel 1952, frequentava l'Elba un famoso architetto milanese, Emilio Isotta, impegnato in diversi progetti soprattutto a Marina di Campo, dove realizzò l'hotel Iselba ancor oggi considerato un esempio di compatibilità tra ambiente ed urbanistica.
Anche lui subì il fascino di Scaglieri dove curava l'ampliamento della casetta dei Fabiani acquistata per pochi spiccioli dall'industriale Guardigli.

Allettato dalle golosità della cucina dei Balestrini, ogni giorno si faceva preparare i piatti più pruriginosi che innaffiava con abbondanti libagioni.

Ma aveva il vizio di non pagare e Paolino, dopo aver più volte reclamato il saldo dei conti, lo apostrofò malamente e, come ricordano gli scaglierini, lo rincorse con un bastone diffidandolo di rimettere piede nella sua trattoria.

E qui entra in gioco Danila che intuisce le opportunità della situazione debitoria dell'architetto. Perchè non sfruttare il talento di Isotta per progettare un albergo?
La trattativa non è semplice, ma ha una grinta da vendere che le consente di superare le remore del prudentissimo padre ed i capricci dell'architetto. Alla fine si raggiunge un accordo: Isotta elaborerà il progetto senza pretendere alcun compenso e potrà continuare a mangiare a sbafo.

Sorge così il primo nucleo dell'albergo che inizia l'attività nel 1956. Si tratta di una struttura di modeste dimensioni a gestione familiare che punta tutto sulla fidelizzazione dell'ospite. Le richieste crescono e Danila non fa una piega: vende parte dei terreni che costituiscono il patrimonio secolare della famiglia Balestrini, s'indebita, lotta contro la miopia della burocrazia, investe per aumentare il numero delle camere e per ammodernare ogni anno i servizi della pensione, adeguandola alle dinamiche di una domanda in rapida evoluzione. Non si avvale di esperti di marketing turistico, non utilizza tecniche promozionali e filtra con saggezza le proposte delle agenzie di viaggio. Ascolta, ma non si fa allettare. Decide di testa propria.

Si, perchè ha capito che la migliore politica di sviluppo di una piccola azienda risiede nella soddisfazione del cliente.

Le nostre origini

Nei periodi di chiusura dell'albergo viaggia molto, va a vedere come si comportano gli albergatori delle stazioni turistiche più gettonate, osserva le dotazioni degli esercizi ed ogni anno arricchisce la propria attività con innovative tecniche gestionali ed organizzative.
Dedita al fare, lavora con ritmi vertiginosi e non tollera i ritardi. Il volantino del padre è troppo lento e scomodo per sbrigare le pratiche dell'albergo? E allora eccola sfrecciare sulle sconnesse strade del Capannone a bordo di una vespa quando alle donne era addirittura vietato inforcare le biciclette.

Era una femminista ante litteram? Neanche per sogno ... Pensava in grande, sfidava i pregiudizi di una società decisamente arretrata e bigotta, ma conservava intatta la sua femminilità, era consapevole ed orgogliosa della sua sensualità.

Il mondo degli albergatori, declinato esclusivamente al maschile, guarda con scetticismo alle iniziative di questa giovane intraprendente ed aggressiva, rimane sconcertato dal suo pensare paritario.
Ma il tempo le dà ragione, il suo entusiasmo cresce, gli utili registrano incrementi rilevanti. Ed ecco la prima macchina, una Topolino nera, e via via auto sempre più grandi e fiammanti fino alla prestigiosa Mercedes.
La minuscola pensione del 1956 camere diventa un albergo con oltre 50 posti letto, di quelli tipici dell'offerta turistica locale cresciuti gradualmente con uno sviluppo prudente e ragionato, nel rispetto dell'ecosistema. E la magia continua ...

La gestione dell'albergo è ancora in mano alle donne (le due figlie) ed è al mondo femminile che punta la promozione. L'ultimo colpo? Le ragazze della Nazionale di sci alpino della Confederazione Svizzera hanno scelto Scaglieri per il primo training stagionale del 2009. Chissà come gongola Danila ...

di Umberto Gentini

1) Mario Puliti - "Come scopersi l'Elba" - Lo Scoglio n° 22, pagina 35

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HOTEL DANILA
SPIAGGIA DI SCAGLIERI
57037 Portoferraio - Isola d'Elba

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Tel. + 39 0565 969915 - Fax +39 0565 969865 - info@hoteldanila.it

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